Used Bottling Lines

Lavabottiglie

Lavabottiglie

Le lavabottiglie ad uso industriale sono macchine abbastanza complesse e vengono generalmente utilizzate per il lavaggio delle bottiglie di vetro a rendere. A volte le Lavabottiglie usate si usano anche per le bottiglie di vetro nuove in quanto garantiscono un miglior lavaggio della bottiglia di vetro rispetto a quello che può fare una macchina sciacquatrice. Possono lavare qualsiasi tipo di bottiglia proveniente dalla produzione di acqua minerale, vino, alcolici, soft drinks, succhi di frutta, latte, ecc. Fino ad alcuni anni fa per etichettare le bottiglie di vetro a rendere si usavano solamente etichette di carta. Nella lavabottiglie usata oggi si usano anche etichette di plastica (etichette wash-off) con notevoli vantaggi dal punto di vista del lavaggio: riduzione della temperature e dell'uso di prodotti chimici, eliminazione dello spappolamento delle etichette nell'acqua e pertanto maggior pulizia dell'acqua dei bagni. Unica controindicazione è il maggior costo delle etichette wash-off rispetto a quelle di carta.

Struttura Della Lavabottiglie

La prima grossa divisione che siamo in grado di fare è tra lavabottiglie con una sola testata (single end) e lavabottiglie con doppia testata (double end).
  • Nel primo caso l'entrata e I’uscita delle bottiglie avviene dalla stessa parte. Si tratta di macchine di medio-piccola dimensione che di solito non superano le 30.000 bottiglie lavate per ora di Iavoro. In queste lavatrici esiste un solo grande unico bagno di lavaggio alcalino seguito da una serie di risciacqui.
  • Le double end sono strutturate con l'entrata delle bottiglie da lavare ad un capo e l'uscita dalla parte opposta. Vengono anche definite lavabottiglie modulari data la struttura appunto a “moduli” uguali che si susseguono e che possono essere presenti in numero variabile (solitamente da 3 a 5) a seconda delle esigenze di lavaggio. Nella lavabottiglie usata in generale le potenzialità di Iavoro sono generalmente molto alte con portata anche superiore ai 100.000 pezzi per ora di Iavoro.

 Temperatura

Entrambe le lavabottiglie usate garantiscono un buon lavaggio ma le macchine che possono dare maggiori prestazioni e garanzie di lavaggio sono quelle a doppia testata (double end). Queste hanno anche un costo decisamente superiore alle altre. Ogni lavabottiglie usata presenta poi un gradiente di temperatura necessaria ad evitare fenomeni di rottura per il vetro (shock termico) a causa dei grossi sbalzi di temperatura. Tale andamento porta i contenitori dalla temperatura ambiente (talvolta molto fredda se pensiamo a bottiglie lavate in inverno e magari stoccate su piazzali o in magazzini non riscaldati) a valori prossimi agli 80°C per poi riportarli a temperatura ambiente prime dell'uscita. In una lavabottiglie usata stesso discorso vale per l'alcalinità che segue un gradiente di concentrazione atto alla necessità di recuperare soda che altrimenti andrebbe persa per effetto del trascinamento. L'acqua del primo risciacquo posizionato dopo i bagni alcalini (ovvero tecnicamente dopo il macero) viene convogliata e riportata alla vasca del prelavaggio (che serve anche a dare gradiente di temperatura) per essere recuperata ed utilizzata ancora. In questo caso si avrà un prelavaggio con un certo contenuto in soda che inizia a lavare e distaccare I’etichetta oltre a dare un po’ di calore alle bottiglie fredde.

Settori delle lavabottiglie

Ingresso bottiglie Il sistema di alimentazione bottiglie più utilizzato è quello ad arpioni. Questo attraverso un movimento ellittico porta le bottiglie automaticamente dal piano di accumulo in ingresso alla lavatrice ai cestelli senza utilizzare nessun altro mezzo di spinta. Sugli arpioni sono assemblati dei profili in plastica ad alta densità che assicurano la silenziosità del carico ed il trattamento delicato delle bottiglie. Ad essi sono associati degli importanti meccanismi di sicurezza atti ad evitare rotture di bottiglie o cestelli. Le bottiglie di forma speciale (rettangolari, quadrate, ovali, ecc.) Richiedono uno speciale sistema di alimentazione a coclea in grado di gestirne il passo e l’orientazione. Le bottiglie vengono così distanziate e portate agli scivoli di carico attraverso un dispositivo di spinta profilato in polietilene. I cestelli possono essere di differenti dimensioni al variare dei formati delle bottiglie da trattare e sono concepiti per consentire: elevata lavabilità della bottiglia; e la loro facile sostituzione. Solitamente con un tipo di cestello si possono lavare più formati di bottiglia, ma bisogna verificare bene il posizionamento della bottiglia all'interno del cestello al fine del suo lavaggio e del suo risciacquo.

Prelavaggio

Appena entrate all'interno della macchina le bottiglie vengono bagnate a spruzzo o tramite immersione con l'acqua alcalina e leggermente tiepida derivante dal primo risciacquo che ha appunto la funzione di sottrarre calore e soda alle bottiglie in uscita dal macero. In questo settore assistiamo quindi:
  • All'innalzamento della temperatura del vetro.
  • Le etichette iniziano a bagnarsi con la soluzione alcalina.
Normalmente in quest'area non si hanno particolari problemi dato che la soluzione che arriva dal primo risciacquo è già stata trattata con l'additivo per il controllo della durezza cosa questa che evita la precipitazione dei sali.

Bagni di lavaggio (maceri)

In una lavabottiglie usata, in questi settori avviene il lavaggio vero e proprio delle bottiglie in modo da eliminare qualsiasi impurità dalla parte interna e allo stesso tempo staccare l'etichetta che verrà poi fatta uscire dalla macchina con appositi estrattori. Questi bagni hanno poi la funzione di eliminare eventuali residui di colla e non ultimo di sterilizzare le bottiglie (tabella di riferimento) visto l'uso di soda a caldo. Il risultato finale del lavaggio dipende quindi in gran parte da questo (o questi) bagni caustici detti anche "maceri". Come appena detto uno degli obbiettivi del lavaggio caustico è la rimozione deI|e etichette. Le etichette dovrebbero essere distaccate in un preciso punto della macchina così poi da poter essere estratte senza romperle e soprattutto senza spappolarle. La cinetica del distacco passa attraverso l'azione svolta dal bagno caustico che si esplica sulla superficie dell’etichetta (per intenderci sulla parte illustrata), bagna tale faccia (bagnabilità dell’etichetta) e raggiunge la colla sottostante (posizionata tra etichetta e bottiglia) dissolvendola e determinandone il completo distacco.

Fattori del processo

Il tipo di colla usata, la percentuale di soda presente nel bagno, la temperatura di esercizio, la qualità della carta, le colorazioni utilizzate e l'eventuale presenza di rivestimenti cerosi sono i fattori che influenzano il processo. In termini generali possiamo standardizzare quanto sopra dicendo che:
  • Le colle oggi in uso sono per Io più di natura amido-caseinica con buona possibilità di rimozione in soluzioni di soda già a partire dalla concentrazione deII’1% purché questa riesca ad entrare in contatto con la totalità dello strato di colla presente.
  • L’attività della soda in soluzione si esplica sostanzialmente nel range compreso tra I’1,5% ed il 3% anche se normalmente sopra il 2% la viscosità della soluzione viene ad aumentare riducendo quindi l'effetto ed il grado di rimozione. Superare tale valore (2%) quindi determina un sostanziale aumento dei costi senza apportare un reale beneficio di attività.
  • La temperatura svolge un ruolo fondamentale nei processi di rimozione delle etichette. Al di sotto dei 60°C le etichette non vengono rimosse nei tempi di lavoro della lavabottiglie. La rimozione di etichette di buona qualità si esplica però ad 80°C
  • La struttura dell'etichetta (qualità della carta, colorazioni, rivestimenti cerosi, ecc.) Dovrebbe essere studiata a priori per ridurre poi le problematiche di distacco. Ottimale è cercare ad esempio di evitare la presenza di metalli pesanti portati da certe colorazioni, avere una qualità della carta discreta che eviti Io spappolamento in fase di distacco, ridurre la presenza di rivestimenti cerosi o ancora la presenza di zone con scarsa bagnabilità cosa questa che riduce ulteriormente il distacco.
In generale sarebbe ottimale utilizzare etichette che siano “bagnabili” ovvero che permettano, nel tempo di contatto previsto dalla macchina, la possibilità di attraversare la faccia superiore in modo uniforme.

Estrazione Etichetta

Tutte le lavabottiglie sono dotate di un sistema di estrazione etichette a doppio stadio. Nel primo stadio, che inizia la sua azione dopo un tempo di trattamento caustico pari a circa il 40% del tempo di trattamento caustico totale, una corrente di soluzione caustica (generata dal differente livello di due vasche comunicanti) investe le bottiglie rimuovendo circa il 30% delle etichette presenti La corrente, a questo punto ricca di etichette rimosse, viene guidata dalla struttura della macchina su un tappeto filtrante che attraversa trasversalmente tutta la macchina e che conduce i residui cartacei all’esterno. Nel secondo stadio, posizionato al termine del trattamento caustico, una moltitudine di spruzzi ad alta pressione, emessi da ugelli facilmente estraibili per una comoda manutenzione e pulizia interna, investono le bottiglie rimuovendo il rimanente 70% delle etichette. Le etichette rimosse sono poi portate a cadere sul medesimo tappeto sopraccitato, che provvede a condurle all’esterno della macchina. All'interno dei maceri una possibile fase critica è rappresentata dalla zona di uscita delle bottiglie dalla soluzione lavante (uscita dal macero) in quanto è essenziale che le bottiglie, che sono calde, non asciughino per effetto appunto della temperatura troppo alta o per i tempi di sosta molto elevati (bassa velocità di movimento o soste per problemi vari).

Asciugatura

L’asciugatura accentua i fenomeni di corrosione della soda nei confronti del vetro determinando poi sulle bottiglie lavate aree offuscate e la presenza di macchie bianche sostanzialmente irreversibili (bottiglie bianche). Se si presenta tale situazione occorrerà verificare la scelta dell’additivo più idoneo ed interpellare il costruttore per verificare la possibilità di aumentare il numero dei ranghi di spruzzatura. In tale area avviene anche l'estrazione delle etichette cosa ritenuta corretta se la maggior parte di esse esce dal secondo modulo in caso contrario si ha:
  • Un'estrazione troppo veloce se l'estrazione avviene in eccessiva quantità dal primo modulo. Questa situazione potrebbe determinare spappolamento delle etichette con fibre di cellulosa in circolo ad intasare i filtri e con la possibilità di trascinamento fine al fondo del risciacquo (restano pezzetti di etichetta nelle bottiglie lavate). In questa situazione occorre verificare che la concentrazione della soda e dell’additivo non siano troppo elevate.
  • Un'estrazione troppo lenta con conseguente uscita delle etichette in quantità troppo elevata oltre il secondo modulo. Il problema può essere che il ritardato distacco porti le etichette all’uscita della macchina e sul vetro restino delle tracce di colla. In questo caso occorre controllare i parametri di Iavoro della macchina e soprattutto la temperatura e l'additivo alla soda.

Pre risciacquo o primo risciacquo

Nella lavabottiglie usata si trova ormai sempre più frequentemente un settore deputato alla riduzione deIl'aIcalinità e soprattutto al recupero di questa, e di parte del calore, per poterla riutilizzare nuovamente nei pre-maceri. Questa sezione ha quindi Io scopo di facilitare l'eliminazione della soda e quindi migliorare il risciacquo, e di controllare la precipitazione dei sali inorganici (calcare). Si parla normalmente di “vasca statica” ed andrà trattata in modo differente a seconda di come si muove il circuito al suo interno. Distingueremo due situazioni differenti:
  • Se la vasca viene caricata al mattino e svuotata alla sera senza aggiunta di acqua fresca si assisterà ad un progressivo aumento dell'aIcalinità e quindi dovremo trattarla come un normale bagno di lavaggio. Aggiungeremo Io stesso additivo alla soda oppure anche I’additivo dei risciacqui.
  • Se durante il lavoro è presente un costante reintegro di acqua fresca per non fare aumentare l'alcalinità il bagno andrà trattato come un normale risciacquo e prevedere il dosaggio dl sequestrante in quantità proporzionale all’acqua che entra (dosaggio sulla linea di adduzione acqua).

Risciacquo

E’ normalmente composto da tre o quattro sezioni ed ha il compito di eliminare i residui di soda, detergenti di lavaggio e di fare uscire le bottiglie in condizioni almeno potabili. Per fare questo di norma l'ultima rampa di risciacquo è alimentata dalla stessa acqua che poi verrà imbottigliata e comunque da acqua con caratteristiche di potabilità. Il problema di questo settore è rappresentato dalla durezza dell'acqua che per effetto dell’alcalinità presente e/o della temperatura delle bottiglie precipita carbonato di calcio (calcare). Se I’acqua non viene addolcita si dovrà evitare la precipitazione del calcare aggiungendo un idoneo additivo sequestrante in concentrazione proporzionale al volume di acqua in circolo ed alla durezza presente. Le bottiglie escono dai bagni caustici praticamente sterili. La zona dei risciacqui è invece un'area molto favorevole alla crescita microbica per presenza di acqua, temperatura tiepida idonea e pH verso la neutralità. In questo settore occorre evitare che la bottiglie sostanzialmente sterili vadano incontro a fenomeni di re- inquinamento con una carica microbica tanto elevata da non potere essere poi eliminata dall'ultimo risciacquo potabile. Per questo motivo si deve prevedere di additivare nel secondo risciacquo o nel penultimo un formulato biocida che sanifichi la bottiglia internamente e che finendo nelle vasche tenga la carica microbica controllata (azione batteriostatica).

Gli Ugelli

Il sistema di risciacquo bottiglie si basa sull'utilizzo di ugelli spesso auto-pulenti indirizzati in direzione radiale rispetto a ciascuna fila di cestelli; l'effetto autopulente, e la conseguente eliminazione delle operazioni di smontaggio e pulizia, sono garantiti dalla loro rotazione che permette un'inversione del flusso d'acqua e la continua asportazione delle particelle di sporco dai canali di spruzzatura. Il direzionamento degli spruzzi consente il perfetto lavaggio delle bottiglie, venendo colpito prima un lato interno della bottiglia, poi il fondo e infine il lato interno opposto. Sul lato di ciascuna fila di getti è presente una stella che consente il perfetto sincronismo tra getti e bottiglie anche a seguito dell'eventuale allungamento della catena. Il corretto risciacquo è fondamentale per non trovare poi in bottiglia residui di soda pericolosissimi se ingeriti poi con il prodotto.

Uscita bottiglie

L’apertura della paletta di scarico consente il trasferimento delle bottiglie dai cestelli alle camme le quali, con il loro movimento ellittico, accompagnano le bottiglie lungo lo scivolo di scarico fino ad immetterle sul nastro trasportatore di scarico. Gli scivoli e le camme di scarico sono realizzate in polietilene ad alta densità per garantire silenziosità ed elevata durata. Una menzione particolare deve essere necessariamente fatta per questa sezione della lavabottiglie. La presenza di umidità e vapore, il pH neutro, l'ambiente tiepido sono fattori che predispongono Io sviluppo microbico. Bisognerà quindi prevedere ed effettuare trattamenti di pulizia e sanificazione della testata interne ed anche giornalmente della superficie esterna al fine di evitare l'instaurarsi di possibili punti di contaminazione microbica. In questa zona batteri, lieviti e muffe possono facilmente proliferare ed altrettanto facilmente andare a contaminare le bottiglie pulite e sanificate in uscita.

Insonorizzazione

Tutte le lavabottiglie possono essere attrezzate con uno speciale dispositivo installato in zona di carico e scarico, atto a ridurre il livello di rumore e consentire migliori condizioni di sicurezza agli operatori.

Isolazione termica

Lavorando in lavatrice con temperature che oscillano tra i 60°C e gli 80°C, un adeguato sistema isolante può ridurre considerevolmente il consumo energetico della macchina. Sulle macchine è possibile montare un sistema isolante totale o parziale, realizzato con pannelli di poliuretano (al alto spessore) sostenuti sui bordi da lamiere in acciaio inox, in grado di garantire un risparmio energetico vicino al 20% del totale consumo energetico della macchina.

Pulizia dell'acqua dei maceri

Al fine di aumentare il ciclo di vita del bagno di macero, ci sono due differenti sistemi di filtrazione e riciclo della soluzione della vasca di macero:
  • VASCA DI SEDIMENTAZIONE: al termine della giornata lavorativa la soluzione viene inviata ad una vasca di sedimentazione nella quale avviene la filtrazione che può essere effettuata in condizioni di medio-bassa pressione o alta pressione.
  • VIBROVAGLIO: durante il funzionamento della macchina la soluzione viene inviata in continuo all'interno di un separatore in cui viene filtrata per mezzo di una rete che trattiene tutte le particelle di vetro e carta; il liquido filtrato viene poi rimandato in continuo nel bagno di macero.

Lavatrici con settore acido

Alcune lavatrici posseggono un settore collocato tra il lavaggio caustico ed il risciacquo finale con spruzzatura acida all'interno delle bottiglie. Questo settore ha Io scopo di rifinire il lavaggio alcalino eliminando eventuali residui inorganici presenti in bottiglia. Naturalmente sarà presente anche una fase di risciacquo prima della spruzzatura acida così da ridurre in parte I’alcalinità. L'acido normalmente impiegato si basa su formulati contenenti acido nitrico che fungerà da passivante per le superfici in acciaio. Questo settore non presenta particolari problemi se non un periodico controllo antimicrobico per la possibile formazione di muffe che sappiamo prediligere gli ambienti a pH acido.

Lavaggio

Il lavaggio è estremamente importante per ottenere bottiglie lavate e soprattutto prive di qualsiasi altra contaminazione visibile ma anche invisibile come quella di tipo microbico. Senso generale di questo lavaggio ci dice che all'uscita della macchina lavabottiglie le bottiglie dovranno sempre avere un grado di purezza uguale alle condizioni dell’acqua dell'ultimo risciacquo (concetto base per qualsiasi procedura di lavaggio meccanico). Il lavaggio delle bottiglie e soprattutto il successo di questo processo, dipende da molteplici fattori che necessariamente dovranno tenere conto della tipologia di macchina presente, del tipo di bottiglie da lavare e della struttura/composizione deI|e stesse etichette da rimuovere. In successione poi la scelta dei formulati chimici più ottimali, la corretta applicazione degli stessi e la capacità di leggere i "segnali" mostrati dalle bottiglie in uscita dal lavaggio sono requisiti essenziali per l'ottenimento di una corretta detergenza e sanificazione dei contenitori in vetro. Gli aspetti tecnologici generali e teorici che sono presenti in una lavabottiglie sono molteplici e rappresentano la base di partenza per gestire al meglio il ciclo di lavaggio.

Ciclo del Lavaggio

E’ possibile individuare una serie di aspetti critici che andranno sempre valutati nel momento in cui iniziamo a "studiare" una lavabottiglie. In particolare se seguiamo le bottiglie nel Ioro ciclo di lavaggio avremo:
  • La Valutazione del corretto distacco delle etichette dalla superficie della bottiglia.
  • Valutazione della corretta estrazione delle etichette che sono state staccate dalla macchina.
  • La Valutazione delle corretta rimozione dei residui di sporco dall'interno delle bottiglie inteso sia in termini di sporco causato dai residui seccati di ciò che è stato il suo contenuto (specialmente nelle bibite e nel vino), che in termini di possibili corpi estranei (insetti, larve ed uova di insetti, muffe, ecc.)
  • Valutazione sull’effettiva riduzione dell'aIcaIinità residua sul vetro prima dell'arrivo alle stazioni di risciacquo. Le modalità di tale abbattimento determinano le scelte da operare per il trattamento in queste aree.
  • Valutazione della tipologia di acqua in essere al fine di effettuare la scelta più corretta sui sequestranti da impiegare.
  • Valutazione della microbiologia finale della bottiglia ed eventualmente scelta del sanificante più opportuno.
La corretta applicazione di queste valutazioni si traduce poi neII'osservazione finale della bottiglia lavata che si dovrà presentare pulita, senza la presenza di residui di colla o tracce di etichette residue e con un film d'acqua che ricopre in modo omogeneo tutta la superficie esterna del vetro. Capovolgendo poi la bottiglia dovranno uscire solo due o tre gocce d’acqua indice questo di un ottimo sgocciolamento e quindi di un corretto orientamento degli ugelli di spruzzatura.

Sterilizzazione della bottiglia

AI termine dell’asciugatura il vetro deve restare brillante e senza alonature e tramite controllo con fenolftaleina/cartina tornasole deve essere verificata I’effettivo avvenuto risciacquo (colorazione rosa in caso di presenza di alcalinità residua). E poi possibile effettuare delle verifiche analitiche sullo stato di igiene del contenitore nella sua parte interna tramite analisi microbiologica così da verificarne la corrispondenza in termini di Iegge. La corretta conduzione di un lavabottiglie passa attraverso l'ottimizzazione di tre ben definiti parametri che dovranno essere necessariamente valutati ed ottimizzati. Tali elementi sono:
  • Concentrazione della soda caustica (alcalinità) nei bagni di lavaggio
  • Le temperature di esercizio delle soluzioni lavanti
  • il tempo di contatto tra soluzioni caustiche e bottiglie (velocità di movimento dei cestelli)
Questi tre parametri intersecati tra di Ioro sono inoltre in grado di garantire la certezza di un ottimo lavaggio e dell'avvenuta riduzione della componente microbica all'interno della bottiglia. Esiste una tabella di riferimento con la quale è possibile confrontarsi per riuscire ad ottenere indicazioni precise al fine di ottenere la “sterilizzazione delle bottiglie” Questi tre parametri risultano comunque fondamentali anche per ottenere il corretto distacco delle etichette senza che queste possa andare incontro a fenomeni di spappolamento. Fissata quindi la velocità di Iavoro della macchina (tempo di percorrenza delle bottiglie nella macchina tra il momento dell'entrata e I’uscita) e la temperatura di lavoro (tra i 70 e i 90°C), la scelta della concentrazione della soda e del tipo di additivo da applicare (o del formulato su base soda) diventa importante per il risultato che si riesce ad ottenere.

Prodotti chimici

I formulati chimici che normalmente vengono impiegati all'interno di una lavabottiglie sono:
  • Additivo alla soda caustica per facilitare il distacco delle etichette.
  • Additivo alla soda per il controllo della schiuma nei bagni caustici spesso causata daIla presenza di colle di origine caseinica.
  • Formulato alcalino da applicare in alternativa al sistema soda (NaOH) + additivi.
  • Additivo sequestrante per il controllo della durezza dell'acqua nei bagni di risciacquo
  • Formulato sanificante per il trattamento della bottiglia in uscita e per mantenere le vasche dei risciacqui in opportune condizioni batteriostatiche.
Oltre a questi esiste la possibilità di ricorrere ad ulteriori formulati in grado di aumentare le performance del lavaggio così avremo:
  • Additivi per potenziare il distacco delle etichette.
  • Additivi per aumentare la capacità detergente in presenza di particolari sporchi come le muffe, pellicine di sporco secco.
  • Additivo acido per abbassare il pH e quindi ridurre l'alcalinità del primo risciacquo.
L’attività della soda può essere aiutata da formulati chimici in grado di lenire e ridurre gli effetti negativi presenti all'interno dei bagni caustici, effetti determinati soprattutto dalle componenti inorganiche (sali dell’acqua, metalli derivanti dalle etichette stesse, ecc.) E da quelle organiche in arrivo sempre con le bottiglie in rientro (colla, sporco generico, ecc.) Gli elementi più importanti sono certamente gli additivi sequestranti e per certi versi gli antischiuma dosati questi ultimi solo all'occorrenza. Meno importanti gli additivi con azione tensioattiva la cui utilità è stata sempre più ridotta nel tempo a vantaggio dell'uso dei sequestranti.

Sequestranti

Un sequestrante o chelante è un composto chimico o una miscela di composti chimici in grado di formare per chelazione complessi più o meno stabili con atomi o ioni. Il termine chelante viene da chele, immaginando il chelante come un granchio che afferra e avvolge gli ioni metallici. Le molecole ad azione sequestrante, normalmente inserite negli additivi alla soda, hanno l'importantissima funzione di legare gli ioni ed i sali dispersi prevenendo la Ioro adesione alle superfici (deposizione di calcare) e competendo con i legami ossidrilici del bagno. Aiutano la detergenza nei confronti delle muffe adese all'interno delle bottiglie. Controllano il problema degli alluminati favorendo il distacco dell'etichetta.

Classi

Le classi di sequestranti utilizzate sono varie anche se negli ultimi anni ci si è indirizzati soprattutto all'uso deII’EDTA il quale formando un chelato molto stabile con il calcio e il magnesio, viene anche sfruttato per evitare la formazione e il deposito di calcare dalle acque. Questa molecola è un sequestrante stechiometrico in grado di competere con la maggior parte dei metalli presenti. Stechiometrico significa che si tratta di un sequestrante efficace solamente quando la somma dei legami che è in grado di portare a termine eccede la concentrazione dei metalli presenti nel sistema. Il fatto che si comporti in questo modo, rende particolarmente difficoltoso il calcolo del valore ottimale da inserire nel bagno. Se con lo “sporco” in entrata si supera tale valore, l'EDTA non riuscirà a completare la sua attività e ci si ritroverà sotto stechiometria. Questo è uno dei motivi che rende molto rischioso l'esclusivo uso di questa molecola che invece dovrebbe essere abbinata ad altre molecole sequestranti con "effetto threshold” (effetto soglia) o ancora meglio affidare aII’EDTA la seconda parte del lavaggio (ad esempio nel secondo bagno caustico) dopo che nella prima fase si è operato con altro sistema di sequestrazione (nel primo bagno assistiamo ad un forte rilascio in soluzione di ioni metallo che annullerebbero l'azione deIl’EDTA).

Scuffing

L’azione nel secondo bagno può essere quindi più indirizzata a problemi di rimozione di muffe, larve ed uova di insetti ed al completamento del distacco etichetta. Un secondo aspetto negativo dell'uso di questo sequestrante è l'azione corrosiva che l'EDTA è in grado di operare sulle bottiglie in transito (scuffing). Sebbene il vetro sia un materiale sostanzialmente molto resistente, viene corroso dalla soda nei molteplici cicli di lavaggio. I sequestranti aumentano questo effetto corrosivo e tra di loro l'EDTA è senza dubbio quello che più aggredisce il vetro. Dopo questo attacco chimico (opacità generale) le bottiglie muovendosi sui nastri di trasporto vanno incontro a compressioni per sfregamento cosa questa che determinano l'usura del vetro. Un discorso a parte va riservato invece al gluconato e aIl’acido gluconico, sequestranti a reale attività polifunzionale nei bagni caustici. L’attività di questi composti si realizza al meglio in range di alcalinità comprese tra 1% e 3%, dove riescono ad intensificare la propria azione sequestrante, disperdente e sospensivante specificatamente verso l'alluminio ed i suoi sali. L’alluminio è infatti un metallo trivalente che l'EDTA non riesce a legare. I “gluconati” assistono poi l'EDTA nell'eliminazione eventuale di ferro depositato (collare di ruggine causato dai tappi a corona).

Antischiuma

La funzione di questa tipologia di prodotto è appunto quella di tenere sotto controllo la schiuma che si forma per azione meccanica della macchina soprattutto a causa della colla amido-caseinica ma anche per la presenza di molecole organiche trasportate dalle stesse bottiglie sporche. La schiuma deve essere mantenuta sotto certi livelli per evitare che le pompe vadano in cavitazione, che le sonde di lettura siano inibite nella propria funzione e soprattutto perché le etichette staccate possono “galleggiare” sulla schiuma, per essere estratte e non finire nelle parti finali della macchina.

Valutazione Visiva Delle Bottiglie

L'aspetto delle bottiglie in uscita dalla macchina ci indica la qualità del lavaggio che è appena stato effettuato e soprattutto ci dirà esattamente in quale settore della macchina proviene l'eventuale difetto che abbiamo riscontrato su di esse. 

Difetti

Riportiamo di seguito alcuni esempi di difetti riscontrabili:
  • Tracce di colla presenti sul vetro sono indice di bagni di lavaggio non ottimali e quindi di un problema di distacco di etichette;
  • Etichette che si presentano all'uscita delle bottiglie. Anche in questo caso è un problema legato ai bagni di lavaggio;
  • Presenza di un collarino bianco sulla bottiglia. Il problema nasce nella zona di uscita dalla soluzione caustica con asciugatura delle stesse in questo settore;
  • Macchie bianche raggruppate a spruzzo. Anche in questo caso il problema nasce nella zona di uscita dalla soluzione caustica con asciugatura delle stesse in questo settore;
  • Bottiglie con film d'acqua omogeneo ma che dopo asciugatura restano appannate con rigagnoli più evidenti. Con molta probabilità è presente un trascinamento di soda perché troppo concentrata o intasamento degli ugelli di risciacquo;
  • Bottiglie con film d'acqua omogeneo ma che dopo asciugatura restano appannate e velate. In questo caso il risciacquo non è ottimale mancando un corretto controllo della durezza dell'acqua con conseguente leggera precipitazione di calcare. Occorre aggiustare la concentrazione del sequestrante.